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Costa d'Avorio: vacanze in Africa tra modernità e tradizione


Viaggio nel secondo paese più ricco del continente africano, meta sempre più ambita dal turismo internazionale. Da Abidjan, la "Manhattan d'Africa" alle tipiche città-villaggio dell'interno e della costa.



Paese ricco e moderno ma che ospita ancora tradizioni millenarie. Il clima piacevole, la ricchezza culturale e gli splendidi paesaggi hanno reso la costa d'Avorio una meta di turismo internazionale. La Costa d'Avorio è il maggior produttore mondiale di caffè, a pari merito con la Colombia. Esporta inoltre grandi quantità di cocco, olio di palma, caucciù, cacao e ananas. Dopo il Senegal è il secondo stato più ricco d'Africa, motivo per cui molta gente degli stati confinanti vi emigra. Questa varietà di etnie comporta una grande ricchezza culturale, che si ritrova in special modo nell'artigianato locale, e che rappresenta, insieme alle riserve naturali ed alle bellezze paesaggistiche, uno dei principali motivi di interesse turistico (780.000 presenze annue) della Costa d'Avorio.

Il clima è tropicale lungo la costa, semiarido nelle zone più a nord. Ci sono tre stagioni: caldo e senza piogge (novembre-marzo), molto caldo e umido (marzo-maggio) e stagione delle piogge (giugno?ottobre). Il periodo migliore per visitare il paese va da novembre a aprile. La fascia costiera è esposta all'aria monsonica con elevate precipitazioni tra maggio e luglio. La zona centrale risente dell'influenza continentale con forti sbalzi di temperatura stagionali e diurni. La temperatura è piuttosto stabile tutto l'anno e si aggira intorno ai 27 gradi.

Le due città principali sono la capitale amministrativa, Yamoussoukro, e quella economica, Abidjan. Quest'ultima è stata definita "la Manhattan" africana, città moderna ed efficiente, ricca di negozi, alberghi eleganti, con strade ad otto corsie e grattacieli, il cui ordine e pulizia farebbero sfigurare molte città europee. Con i suoi 2 milioni e 500 mila abitanti, i monumenti e le spericolate arditezze architettoniche sul cosiddetto "plateau", il centro commerciale e amministrativo, coi parchi e la grande laguna di Ebriè, Abidjan sembra una città irreale. Tuttavia, nonostante il costante aumento dell'urbanesimo (nella sola Abidjan la popolazione ha subito un incremento dell'11 per cento annuo, tra i più elevati del mondo), la maggior parte del popolo ivoriano continua a vivere in villaggi. Nonostante la facciata dichiaratamente di ispirazione occidentale, Abidjan è e resta una città africana. Traffico caotico, condizioni igieniche spesso scarse, servizi pubblici approssimativi.

Tra gli edifici più interessanti dal punto di vista architettonico meritano un'attenzione particolare il Palazzo dei Congressi, il Grattacielo delle Poste e Telecomunicazioni, la Piramide e la cattedrale di Saint Paul. Degno di nota è il Museo Nazionale, in cui sono rappresentate tutte le forme d'arte tradizionale. Abidjan si affaccia direttamente sull'Oceano Atlantico. La cattedrale di Saint Paul, opera dell'architetto italiano Aldo Spirito, merita una visita soprattutto per ammirare il suo stile architettonico modernissimo, con linee geometriche allungate in ogni direzione e vetrate coloratissime di scene africane: dalla sua torre si gode il miglior panorama della città.

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Molto interessante è il mercato di Treichville, che assomiglia a una versione tropicale di un bazar orientale; in questa zona sono concentrati anche i locali notturni. Purtroppo nel corso degli ultimi anni questa zona si è fatta sempre più pericolosa, pertanto è vivamente sconsigliato addentrarvisi nelle ore serali, e si raccomanda comunque un'estrema prudenza.

Altra meta turistica di Abidjan sono i "lavatoi del Banco". Si tratta di una sorta di lavanderia pubblica a pagamento gestita da una cooperativa, con la differenza che gli indumenti vengono lavati a braccia direttamente nel fiume che scorre alla periferia della città. Gli indumenti vengono poi stesi ad asciugare in un grande spazio erboso che costeggia il fiume. Assolutamente da evitare, invece, la zona del quartiere Adjamè, in cui pullula la microcriminalità. Fin dagli ultimi anni Ottanta, infatti, Abidjan si è procurata una pessima reputazione a causa della criminalità. E' pertanto sconsigliato passeggiare in qualsiasi sua parte dopo il tramonto.

Grand Bassam, situata a 35 chilometri da Abidjan, è l'antica capitale della Costa d'Avorio, ora poco più che un villaggio attrezzato per il turismo. Caratteristica del luogo sono i "batik", stoffe lavorate e dipinte con particolari procedure dai disegni coloratissimi a sfondo africano, arte diffusasi per opera della tribù dei Peul originari dell'ansa del Niger. Altra caratteristica dell'artigianato locale sono le maschere di legno intagliato. Un tempo Grand Bassam era un porto per il commercio degli schiavi. Anche se ormai in rovina, restano i segni dell'architettura coloniale, che conferiscono al villaggio un'atmosfera particolare. La città è un vero e proprio museo a cielo aperto dell'epoca coloniale, tanto da venire considerata Patrimonio Mondiale dall'Unesco.

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Yamoussukro è dal 1983 la capitale della Costa d'Avorio, anche se solo formalmente. E' stata costruita appositamente per divenire la nuova capitale, prendendo come modello le maggiori capitali occidentali. L'eccesso è addirittura paradossale (strade semideserte ad otto corsie che si perdono nella giungla, cemento ovunque), ma raggiunge davvero il massimo con la Basilica di Nostra Signora della Pace, una specie di copia della Basilica di San Pietro, solo più alta (120 metri). Per l'esattezza si tratta della chiesa più alta della cristianità, cosa decisamente bizzarra per un paese in cui il cristianesimo è la religione meno osservata. Nei dintorni di Yamoussukro c'è la riserva di Abokuamekro, interessante per la varietà della flora, mentre la fauna è alquanto scarsa.

Aboisso, al confine con il Ghana, è invece la classica città-villaggio africana. L'attività nella piazza del mercato è costantemente frenetica, e i visitatori vengono letteralmente sommersi da bambini e mercanti che intendono elemosinare o vendere i propri prodotti. Altra località di grande interesse turistico è la laguna di Ajamè, e merita una gita in barca lungo il fiume Bya.

Sulla costa occidentale si può visitare Tabou, in una regione ricca di attrazioni turistiche, tra cui il villaggio preistorico di Jacqueville. E' inoltre possibile fare un'escursione alle miniere di diamanti di Tortiya, con una sosta al villaggio di Sinkaha. Dal punto di vista naturalistico è molto interessante la zona di San Pedro, una zona balneare che comprende il Parco Nazionale di Tai, dichiarato Patrimonio Mondiale dall'Unesco, che ospita animali rarissimi tra i quali l'ippopotamo nano. Questo parco è una delle ultime aree di foresta pluviale incontaminata dell'Africa occidentale. Trattandosi di una zona estremamente umida è piovosa, è consigliabile visitarla tra dicembre e febbraio, nel periodo più asciutto. Trattandosi di un'area protetta, che ospita tra l'altro un gruppo di scimpanzé ancora oggi oggetto di studio da parte di ricercatori, per poter visitare il Parco Tai è necessario uno speciale permesso rilasciato dal Ministero delle Acque e delle Foreste.

La regione di Man, nella parte centrale della Costa d'Avorio, è famosa per i propri paesaggi. Da segnalare è La Cascade, una cascata che si tuffa in una foresta di bambù, a 5 chilometri dalla città di Man, il Monte Tonkui e la montagna Dent de Man, venerata dall'etnia Dan che risiede in quella zona. La città di Man, oltre che a rappresentare un'ottima base per esplorare la regione, è rinomata per il suo mercato giornaliero.

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A nord-est del paese si trova invece il Parco Nazionale di Comoè. Si tratta del parco più vasto dell'Africa occidentale, coi suoi 11.500 ettari di terreno, in cui si trovano facoceri, antilopi, bufali e scimmie. Il numero di elefanti presenti in questo parco si aggira intorno alle 100 unità, pertanto ci sono buone probabilità di vederli. I leoni abbondano invece nella zona meridionale del parco. Il parco di Comoè è aperto al pubblico da dicembre a maggio. Per chi ama i safari e la natura africana si consigliano inoltre il parco del monte Peko (flora africana e foresta primordiale), il parco nazionale del monte Sangbè, il parco nazionale di Maraouhè, il parco di Abokuamecro, il parco delle Isole Eotile e le aree protette Assani.

A nord-ovest si trova la città di Odiennè, che merita una sosta per vedere le moschee, gli artigiani del ferro e dei vasi all'opera, e i villaggi tipici. Ci sono poi numerose località balneari e molte lagune costiere. Tra le principali spiagge segnaliamo Assinie, Grand Bassam, San Pedro, Grand Bereby, Monogaga e Grand Lahou. In particolare, è conosciuta Sassandra, soprattutto per le sue spiagge meravigliose. Ciò che la rende davvero speciale è un villaggio di pescatori dell'etnia fanti. Questo villaggio è noto anche per l'ottima qualità del bangui, un vino di palma tipico della Costa d'Avorio. Le spiagge si trovano tutte a est di Sassandra, e le più rinomate sono la Plage du Bivouac e la tranquilla Poly-Plage.

In Costa d'Avorio si trova una gran quantità di etnie diverse, ognuna delle quali conserva ancora le proprie tradizioni. E' proprio da questa varietà di culture che deriva la vasta produzione artigianale che ha contribuito a rendere la Costa d'Avorio una meta di turismo internazionale. Oltre alle già citate Odiennè, Man e Grand Bassam, altre località degne di nota per l'artigianato sono la zona di Mau, per la lavorazione del vimini, e Kohrogo, famosa per l'artigianato del legno e del ferro. La regione Ghiakumba offre inoltre delle interessanti produzioni artigianali come grembiuli, canestri maschere e sculture in legno. Anche la cucina locale è molto varia: la si può gustare nei maquis, sorta di piccole trattorie. Tra i piatti locali più caratteristici segnaliamo le carpe della laguna di Abidjan, il patè di manioca e il ragù di agouti, un piccolo roditore le cui carni sono molto apprezzate. Altro piatto tipico è il gali, preparato con banane fritte e peperoncino. Tipico è anche un piatto a base di farina e di manioca e il pollo brasato con verdure e riso. Le pietanze sono comunque tutte molto speziate. Il tutto accompagnato dal bangui, vino di palma al quale abbiamo già accennato. Si trovano inoltre molti ristoranti di cucina francese, vietnamita e libanese. E' comunque sconsigliabile consumare cibi poco cotti o crudi e frutti che non si possono sbucciare o pelare, come anche bere acqua che non sia contenuta in bottiglie sigillate.

©vacanzemaldive.it

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