Abu Dhabi: perla turistica per una vacanza in tutto relax
Meno appariscente della perla turistica di Dubai, anche Abu Dhabi e i suoi dintorni offrono panorami incantevoli per una vacanza in tutto relax.
Loro sono i più ricchi della terra. Grazie al pile e fruttuosissima, hanno fatto i miliardi. Ma solo da poco hanno cominciato a capire che un'altra risorsa, sinora poco sfruttata, poteva farli guadagnare ancora, il turismo. Questa settimana il nostro viaggio ci porta negli Emirati Arabi Un esattamente nell'Emirato di Abu Dhabi che, a differenza della ricca ed esagerata Dubai, la "Miami del Golfo Perisco", mantiene un fascino del tutto particolare
Gli Emirati Arabi Uniti, ubicati nella parte est della Penisola Arabica, sono una federazione di sette Emirati, Abu Dhabi, Dubai, Sharjah, Ajman, Ras Al Khaiman, Umm A Quwain e Fujarah. Ogni Emirato è governato dal proprio sceicco, ma tutti fanno capo al presidente S.E. Sheikh Zayed bin Sultan Al Nahyan che vive ad Abu Dhabi, capitale e sede del governo.
Il paesaggio degli Emirati è un misto tra deserto, con prevalenza di clima caldo secco, le oasi, che si trovano tra il deserto e la costa e sono molto verdi, il mare, lungo la costa del Golfo Persico dal colore turchese e di temperatura molto gradevole, e la catena montuosa che si trova tra gli Emirati ed il Sultanato dell'Oman. L'economia del paese è basata (ovviamente) sul petrolio, sui gas naturali, sulla finanza, sulla pesca, sul commercio di perle, sull'agricoltura (da poco introdotta nelle oasi) ed ultimamente anche sul turismo.
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La storia dell'Emirato di Abu Dhabi inizia ben 4.500 anni fa, quando all'epoca, abitato solo da beduini, pescatori di pesce e perle e da commercianti, era una delle regioni più attive nell'ambito del commercio del bronzo, del vasellame ed ovviamente delle famose perle del Golfo. Con l'arrivo delle grandi colonizzazioni, il volto del paese è cambiato radicalmente. I portoghesi hanno usato al massimo tutte le risorse dei Paesi del Golfo, come pure gli inglesi, anche se solo questi ultimi hanno avuto la fortuna di trovare l'"oro nero" verso la fine degli anni '50 e di iniziare le esportazioni agli inizi degli anni '60.
I primi insediamenti, di quello che oggi è la modernissima città di Abu Dhabi, sono iniziati in maniera davvero curiosa e fortuita nel lontano 1791 quando un gruppo di cacciatori di gazzelle partì per una battuta di caccia dall'oasi di Liwa in pieno deserto, con direzione la costa. Dopo giorni e giorni di inseguimenti ad un gruppo di gazzelle, i cacciatori si accorsero che una gazzella si era divisa dal gruppo ed era entrata in mare, per riemergere dopo un po' sulla terra ferma, dove si trovavano altri animali.
I cacciatori, deducendo che le acque non devono essere poi così profonde, abbandonano l'idea di uccidere le gazzelle per verificare se l'acqua di tale depressione era veramente dolce. Con loro grande sorpresa lo era. Tornati all'oasi di Liwa, informarono dell'accaduto il loro capo tribù, lo sceicco Dhiyab bin Issa, il quale ordinò immediatamente di inviare alcuni uomini su quest'isola sconosciuta per installare degli insediamenti, che chiamò "Abu Dhabi", che in arabo significa "padre delle gazzelle", e di non uccidere più alcuna gazzella dell'isola.
La prima vera costruzione sull'isola di Abu Dhabi, fu un forte chiamato "Qasr El Hosn" che durante l'epoca del protettorato inglese divenne il quartier generale dello sceicco Shakbout bin Dhiyab. Oggi il Forte El Hosn è sede dell'Ente Ricerca e Documentazione del Governo.
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A distanza di 200 anni, l'attuale emiro Sheikh Zayed bin Sultan al Nahyan, pronipote dello sceicco Dyihab bin Issa, fondatore di Abu Dhabi), ha deciso di donare un altro pegno di gratitudine alle gazzelle, cui si deve la fondazione del suo emirato, trasportandole in una nuova isola incontaminata ma altrettanto bella.
Tali animali, infatti, erano stati inseriti in un area protetta nell'isola di Sir Bani Yas (circa 300 chilometri da Abu Dhabi lungo la costa verso il Qatar e poi a 20 minuti di barca), ma il sogno dell'attuale presidente era quello di trasformare l'isola in Parco Naturale con animali, anche di altre specie, in libertà, curati e sorvegliati e di seguire attentamente la loro riproduzione. Oggi, a distanza di 40 anni, il suo sogno si è avverato e l'isola di Sir Bani Yas è l'unico parco naturale del Medio Oriente, con ben 5.000 specie di animali e 6.000 tipi di piante e fiori. Una sorta di paradiso dove l'accesso ai turisti è limitato all'intera giornata, onde evitare la pace e tranquillità degli animali.
La città di Abu Dhabi, città da 250 mila abitanti, oggi vive in pieno un boom da modernismo, pur mantenendo la sua tipicità tradizionale grazie ad un urbanizzazione altamente efficace e controllata. Altissimi grattacieli e palazzi sfavillanti sono limitati solo sul lungomare, ma i tipici souk dove si trovano oggetti preziosi, in oro e argento, stoffe ed artigianato sono sparsi un po' in tutta la città, dove convivono con grandi shopping mall dove si vendono prodotti di elettronica a prezzi vantaggiosissimi confronto all'Europa.
Da non perdere una vista all'Heritage Village sull'enorme Breakwater ("frangionde") di Abu Dhabi, dalle dimensione di un'isola, che funziona da museo e da guida a quello che era una volta la vita nell'Emirato di Abu Dhabi, dalla tradizione, alla cultura, alla vita di ogni giorno. Dal punto di vista turistico le attrezzature offerte sono molte di altissimo livello. Tanto che le catene alberghiere presenti ad Abu Dhabi sono oggi davvero tante, dall'Intercontinental al Meridien, dall'Hilton allo Sheraton, dal Crown Plaza al Rotana, con l'imbarazzo della scelta e del prezzo. Tutti, offrono un ottimo servizio ed un'ottima struttura al cliente con una cura ed un'attenzione anche ai minimi dettagli.
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Per quello che riguarda il tempo libero, l'emirato di Abu Dhabi offre anche qui davvero molto, dal dolce far niente in riva al mare o in piscina, all'equitazione, al golf, al jet sky, allo sci d'acqua, alla pesca d'altura oltre a tante attrezzatissime palestre e Health & Fitness Centers. Per gli amanti delle escursioni, a parte i classici "city tours" di Abu Dhabi, si può optare per l'oasi di Al Ain (escursione di un'intera giornata o con pernottamento in loco allo splendido Intercontinental Hotel), oppure partire per un "desert safari" (tour di mezza giornata nel deserto andando su e giù per le dune con fuoristrada 4x4 e, per i più spericolati, si possono anche provare, unico posto al mondo, straordinarie discese con il mono sci).
Per chi ama davvero il deserto, si possono organizzare anche pernottamenti tra le dune, in campi attrezzati e accompagnati da guide esperte. Chi invece preferisce il mare, può organizzare un'escursione di un'intera giornata su una delle tante isole, dove si naviga a bordo del Dhow, tipica imbarcazione di questa zona (a motore), con pic nic pranzo sull'isola, in mezzo ad uno splendido mare.
Anche per la ristorazione, Abu Dhabi offre di tutto e di più. La scelta è davvero tanta e varia: ristoranti italiani, libanesi con danza del ventre, messicani con musica ai tavoli, cinesi, francesi, giapponesi, marocchini, ristoranti di pesce, indiani, tedeschi, irlandesi, americani con grigliate, più tanti pubs, discoteche, piano bar e chi più ne ha più ne metta. Bere alcolici, nonostante siamo in un paese musulmano, non è un problema perché i ristoranti all'interno degli hotel hanno la licenza per servire gli alcolici.
Infine qualche indicazione utile per recarsi nell'Emirato di Abu Dhabi. Il periodo ideale va da ottobre a fine maggio, quando il clima è buono e secco con temperature che vanno dai 20 ai 38 gradi. Da maggio a settembre il clima è invece caldo-umido con temperature più alte, dai 35 ai 45 gradi. Ci si arriva da Milano e Roma (la differenza oraria con l'Italia è di 2 ore) con la Gulf Air (la compagnia di bandiera), oppure con Swissair, Lufthansa, British Airways, e Qatar Airways. Per entrare nell'Emirato di Abu Dhabi serve un visto d'ingresso, fornendo una serie di dati personali e la richiesta di prenotazione alberghiera. La lingua ufficiale è l'arabo ma tutti capiscono anche l'inglese. La moneta ufficiale è Il dirham, che vale circa 500 lire italiane, mentre il cambio con il dollaro è di 3,66 dirhams. Gli alberghi e gli hotel cambiano, solitamente, tutte le principali valute estere e accettano ogni tipo do carta di credito.
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