La terra dei grandi safari: il Botswana
Viaggio nel più ricco e spettacolari tra i paesi africani. Dominato dalla grande area biologica del delta dell'Okavango, ma ricco di parchi naturali letteralmente strepitosi, dove è possibile ammirare i grandi animali africani a distanza ravvicinata.
La chiamano la "Svizzera d'Africa", proprio perché rappresenta davvero un'oasi felice nel Continente Nero. Di benessere, viste le ricche miniere diamantifere, ma anche di paesaggi fiabeschi. Di quelli davvero impossibili da descrivere su carta. Siamo in Botswana, uno dei più spettacolari e affascinanti paesi d'Africa, sempre più mèta di un turismo d'élite, attratto dagli incantevoli panorami naturali che offre, ma anche dall'ottimo livello delle strutture ricettive.
Il Botswana, che non ha sbocchi sul mare, si estende su una superficie di 600 mila chilometri quadrati, quasi come la Francia ed il doppio dell'Italia, e confina a sud e a sud-est con il Sudafrica, a nord-est con lo Zimbabwe e a ovest con la Namibia. E' costituito per l'80 per cento dall'arido bacino sabbioso del deserto del Kalahari, la terra della grande sere, pieno di sabbia e caratterizzato da savana arbustiva. Privo di catene montuose vere e proprie (la vetta più alta è il Monte Otse, alto 1491 metri, ma quelle più suggestive, le Tsodilo Hills, si trovano nella parte nord-occidentale del paese), il paesaggio è rotto talvolta da basse colline desertiche.
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Provenienti dal nord, i Boscimani ("gente dei cespugli") sono stati i primi abitanti originali del Botswana, circa 2.000 anni fa, cui si sono uniti loro gli Ottentotti e i Bantu, tre gruppi etnici che hanno coesistito felicemente per secoli. Fino a che non si sono insediati nel sud-est del paese, approssimativamente nel quindicesimo secolo, i primi Tswana, migrati probabilmente dal sud. Nel diciottesimo secolo i Tswana sono diventati gli abitanti stabili del paese, che ha preso il loro nome. I confini sono stati assicurati nel 1885 con la dichiarazione del territorio come protettorato britannico con il nome di Bechuanaland, nella guerra che contrapponeva i Britannici e Boeri.
Il Botswana è diventato indipendente in 1966, con primo presidente del paese Seretse Khama, esiliato anni prima dai Britannici. L'anno successivo all'indipendenza è quello della scoperta che ha cambiato per sempre quello che sino ad allora era uno dei paesi più poveri del mondo. Vicino al villaggio di Oropa i geologi trovano uno dei più grandi giacimenti di diamanti della terra. Una scoperta che ha fatto diventare il Botswana il terzo produttore mondiale in carati (15 milioni annui) e il primo per qualità delle pietre. Ed uno dei paesi più ricchi del pianeta, con un tasso di crescita economica sbalorditivo (nell'86 il Botswana era il secondo al mondo).
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Circa il 60 per cento della popolazione di origine Tswana, il Botswana vanta anche uno dei più alti tassi di crescita demografica. La popolazione urbana è concentrata prevalentemente nella striscia sud-orientale del paese, tra Lobatse e Francistown, mentre i gruppi etnici quali gli Herero, i Mbukushu, gli Yei, i San, i Kalanga e i Kgalagadi sono distribuiti nelle remote regioni interne dell'ovest e del nord-ovest. La capitale, Gaborone, è stata scelta solo alla metà degli anni Sessanta, ma è cresciuta enormemente. Tanto da diventare una vera metropoli d'Africa, una città moderna e in perenne sviluppo, nata per una popolazione di 20 mila abitanti e che oggi ne conta sette volte tanti. Nella capitale si possono visitare il Museo e la Galleria Nazionale ed in prossimità il Parco Nazionale di Gaborone.
Più caratteristica è Francistown, la più vecchia città del Botswana. Conta una popolazione di 60 mila abitanti, seconda nel paese dopo Gaborone. Maun, che significa "il posto delle canne corte", è sin dal 1915 il centro amministrativo del distretto di Ngamiland, la regione a nord del paese, ed è il centro principale dell'industria del turismo nel Botswana, ma soprattutto porta per il delta del Okavango, uno dei più maestosi spettacoli naturali del continente africano. Merita una visita per il parco educativo della fauna selvatica di Maun, una piccola riserva naturale che offre gite a piedi tra gli animali selvatici.
La maggior attrazione del paese è sicuramente il delta dell'Okavango, il terzo fiume dell'Africa australe, ma anche una bizzarria geografica. Nasce a mille chilometri di distanza, nelle montagne dell'Angola col nome di Cubango e, anziché dirigersi verso il vicino Atlantico, cerca fortuna dall'altra parte, verso il più lontano Oceano indiano. Così diventa "il fiume che non trova mai il mare" e si ferma nel deserto del Kalahari, formando un delta di 15 mila chilometri quadrati fatti di laghetti, lagune, fiumiciattoli e isolotti che fungono da habitat naturale per molte specie di animali e di uccelli.
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Il grande delta è uno degli spettacoli più belli d'Africa. Un eden che ospita uno dei più affascinanti paradisi faunistici del mondo. Si può attraversare il delta a bordo delle famose "mokoro", le tipiche piroghe in legno, percorrendo così le varie diramazioni del delta ed avvicinando ippopotami, coccodrilli, bufali, antilopi, ibis, cormorani, aquile pescatrici e grossi pesce tigre. Ma lo spettacolo più sontuoso si ha dall'alto, con piccoli aerei, dai quali si può ammirare l'unicità i questo straordinario territorio.
Ma per avere un contatto molto ravvicinato con la natura e la fauna del luogo, il Botswana offre non solo l'Okavango. Per proteggere il suo prezioso patrimonio naturalistico, ha destinato a parchi e riserve il 17 per cento del proprio territorio, una delle percentuali più alte del mondo. Da non perdere soprattutto le due più importanti riserve naturali: la Riserva Moremi e il Parco Chobe. La prima, dichiarata parco nazionale nel 1963, copre 3000 chilometri quadrati all'estremità nord-orientale del Delta dell'Okavango e ospita una delle più ricche e belle varietà di animali di tutto il continente. Anche qui è possibile godersi lo spettacolo delle isole che ospitano gli animali, sorvolando tutta l'area con un piccolo aereo. Si possono vedere i grandi kudu, i bufali, i lechwe, le zebre, i leoni, i leopardi, le iene e rare specie di antilopi
Su un estensione di 11 mila chilometri quadrati attorno al fiume omonimo, il Parco Chobe è famoso per comprendere vari tipi di habitat, dalle foreste alle savane, ma soprattutto grandi branchi di elefanti, lungo i lungofiumi, composti anche da oltre 500 individui. Ma il parco presenta un'enorme varietà di altri animali: bufali, waterbok, gazzelle e babbuini, entro una fitta foresta. La più alta concentrazione vive intorno al canale Savuti, soprattutto durante i mesi invernali. Oltre ai grossi animali tipici delle regioni africane, il luogo attira più di 300 specie di uccelli tra cui il pellicano bianco, le aquile e il gufo africano. Nella piana di Savuti inoltre si possono ammirare delle antiche pitture rupestri. Quindi, raggiungendo Xakanaxa, si può effettuare una gita in barca a motore sulla cristallina laguna di Godikwe e trascorrere una giornata effettuando un safari scortato fra le meraviglie della laguna.
L'altro volto del Paese è rappresentato dal deserto del Kalahari, 65 mila chilometri quadrati di superficie, le cui sabbie si estendono in ben sette paesi (Botswana, Zimbabwe, Sudafrica, Zambia, Namibia, Angola e Zaire). E' sicuramente con il Sahara nel nord Africa uno degli elementi più interessanti di questo continente, ma è soprattutto la terra in cui vivono gli ultimi Boscimani, specialmente nella zona della Deception Valley. Di questa antica tribù sono rimaste solo piccole comunità di cacciatori semi-nomadi che ancora forgiano il ferro con i loro strumenti primitivi per ricavarne coltelli, lance ed asce per la caccia.
La Riserva Makgadikgadi del Kalahari occupa una superficie di 60 mila chilometri quadrati, ed è la seconda maggiore area di conservazione al mondo la , del Kalahari. Verso sud in prossimità del confine con il Sud Africa, si estende inverce il Gemsbok National Park in cui vivono molte specie animali, fra cui il leone del Kalahari, che si distingue dagli altri per la criniera più scura ed il manto come la sabbia del deserto. L'animale più caratteristico è tuttavia quello che dà il nome al parco, il gemsbok, un'antilope perfettamente adattata alla vita del deserto.
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