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Vacanza nell'arcipelago di Capo Verde: mare, musica e vulcani


Accompagnati dalla voce di Cesaria Evora, la "regina della morna", visitiamo l'arcipelago di Capo Verde. Dopo 500 anni di dominio portoghese, oggi e' arrivato il turismo grazie alle sue dieci isole una diversa dall'altra, che sanno offrire i sapori meticci di un paese a meta' strada tra Africa e Sudamerica.



La donna e' seduta ad un tavolo del rumoroso locale e sta sorseggiando un bicchiere di "grogue", una acquavite fatta con la canna da zucchero. A vederla, scalza e con un lungo vestito scuro, sembra una di quelle "tate" del periodo coloniale. Rimane assorta nei suoi pensieri mentre un gruppo di musicisti sta allestendo i propri strumenti. Quando tutto e' pronto si abbassano le luci e il gruppo comincia a suonare una musica dalla ritmica lenta e ipnotica, che sa di Africa e Sudamerica. Ad un certo punto lei si alza, si avvicina al microfono ed inizia a cantare. E la magia comincia a disperdersi nell'aria fumosa del bar.

Lei e' Cesaria Evora e sta cantando una "morna", genere nato in questo piccolo arcipelago atlantico, gia' colonia portoghese, situato a circa 500 chilometri dalla costa africana. Cesaria e' nata nel 1941 in una delle sue dieci isole, Sao Vicente, e da qui ha iniziato a far conoscere al mondo, tramite le sue canzoni, un paese dove la vita scorre con ritmi lentissimi, fatto di bellezze naturali ma anche intriso di nostalgia e solitudine. Un paese che, anche grazie a lei, e' stato scoperto da un turismo alla ricerca di nuovi stimoli.

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Cesaria Evora e Capo Verde. I loro nomi sono strettamente legati dal 1988 quando Jose' Da Silva, giovane francese originario dell'arcipelago, porto' la cantante capoverdina dai locali di Mindelo, dove si esibiva per 25 escudi capoverdini a canzone (circa due franchi francesi), sino a Parigi a registrare il suo primo album internazionale, "La Diva aux Pieds Nuds". Dopo altri cinque dischi, tra cui i fortunati "Cesaria" e "Cabo Verde", la fama della "regina della morna" e' cresciuta immensamente, con tour applauditissimi in tutti il mondo. Il suo blues afro-brasiliano l'ha fatta paragonare a nomi come Bessie Smith, Edith Piaf e Billie Holliday.

Tracciare un ritratto di Cesaria vorrebbe dire delineare l'essenza della donna, di Capo Verde, dell'isola, della solitudine. "La morna e' il frutto della combinazione di due razze diverse e melanconiche, una che viene dalla giungla e l'altra dal mare, e si incontrano alla luce della luna su una spiaggia deserta", ha scritto il poeta capoverdino Pedro Cardoso. Capo Verde e' proprio cosi', grandi bellezze naturali e tanta nostalgia. Molte speranze e forti contraddizioni.

La data della scoperta delle isole e' controversa. Alvise Ca' da Mosto e Diogo Gomes nelle loro cronache se ne attribuiscono la paternita'. Ma sembra quasi accertato che il merito sia invece da ascrivere ad Antonio da Noli, che vi giunse forse nel luglio 1455, ricevendo come ricompensa l'isola di Santiago. Il popolamento dell'arcipelago, del tutto disabitato, ebbe inizio dieci anni dopo quando le isole si trasformarono in un centro di attivita' per la tratta degli schiavi provenienti dalla Guinea. Solo nel secolo scorso, dopo l'abolizione della schiavitu', si ebbero confortanti progressi nell'agricoltura e le isole divennero un importate scalo sulla rotta verso l'America Meridionale.

Staccatasi dalla Guinea, nel 1892, ma sempre nell'ambito dei domini portoghesi d'Oltremare, solo nel 1975 le isole di Capo Verde ottennero l'indipendenza da Lisbona (l'anno prima era toccato alla Guinea-Bissau). Ma questo non porto' il benessere. Dagli anni Cinquanta, quando l'isola perse la sua importanza portuale, l'economia, basata quasi esclusivamente sulla coltivazione di banane, sul caffe' e sulla pesca di tonni, non e' ancora decollata e molti capoverdini preferiscono emigrare all'estero in cerca di fortuna. Solo un terzo del milione circa di discendenti dei nativi di Capo Verde oggi vive nelle isole.

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Inoltre le isole, dal punto di vista geografico, non possono certo definirsi fortunate. I lunghi periodi di siccita', dovuti ad un clima tropicale caldo e secco, e le frequenti piogge di ceneri vulcaniche del Pico do Cano (2829 metri), il vulcano attivo dell'isola di Fogo, stanno diventando problemi drammatici per questo piccolo arcipelago roccioso, messo a dura prova anche dal cattivo sfruttamento della terra da pascolo e dall'elevata richiesta di legname.

Ma questo e' anche il fascino di una terra che, nonostante tutto, rimane fortemente legata ai suoi trascorsi coloniali. Solo di recente sono partiti seri programmi di rimboschimento e di difesa del suolo, che stanno ottenendo i primi successi e che hanno anche contribuito a riportare il turismo nelle isole. L'arcipelago, di origine vulcanica, e' formato da dieci isole maggiori e cinque isolette quasi tutte aspre e montuose, con ripide scogliere, divise nei gruppi detti Sopravvento e Sottovento. Il primo gruppo, a nord, comprende Santo Antao, Sao Vicente, Ilha de Sao Nicolau, Sal e Ilha da Boavista. Il secondo, a sud Ilha Brava, Fogo, Ilha de Maio e lha de Santiago

Il nostro viaggio inizia proprio da Sao Vicente, l'isola piu' culturale e cosmopolita del paese, citta' natale di Cesaria Evora e di molti musicisti capoverdini. Capoluogo e' Mindelo, situata nella bella baia di Porto Grande, citta' splendida e tranquilla di giorno ma dalla vivace vita notturna la sera. La citta' e' caratterizzata dal lungo viale dell'Avenida Marginal, dove si trovano molti negozi e si puo' ascoltare musicisti di strada che suonano la "morna" e la "coladeira". Da visitare la Baia das Gatas, vera piscina naturale a soli 10 minuti dalla citta', Sao Pedro, dove si trova una delle migliori spiagge al mondo per il windsurf, e Calhau, localita' ideale per la pesca.

Difficile dire quale sia la piu' bella di tutte le Sopravvento ma sicuramente Santo Antao, con le sue montagne imponenti e le profonde valli verdeggianti, ha le carte in regola per diventarlo. La Vale do Paul e' senza dubbio il luogo piu' bello, ma merita una visita anche Ponta do Sol, villaggio che testimonia il suo passato coloniale con le tipiche case dipinte con colori vivaci. La palma alla piu' spettacolare e misteriosa va invece sicuramente a Sal, con le sue distese di sabbia ed il paesaggio lunare inebriante delle Salinas de Pedra de Lune, che ne fanno una delle isole piu' incredibili dell'arcipelago. Da non perdere lo spettacolo naturale di grande fascino dell'infrangersi delle onde sulle scogliere vulcaniche.

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Terza isola dell'arcipelago per dimensioni (620 chilometri quadrati), e' la verde e lussureggiante Boavista. Testimonianza del suo passato sono Vila de Sal Rei, che domina l'estesa e bella baia di Porto con edifici e vestigia del XVII secolo, e i resti del Forte Duca di Braganca. Qui si trova anche Povoacao-Velha, il piu' antico agglomerato dell'isola, situato sulla cima del Monte Estancia da cui si puo' avere una visione totale dell'isola. Caratteristiche ben diverse ha Sao Nicolau, con montagne brulle e sabbie nere. L'isola e' la preferita per la pesca al blu marlin. Se la visitate a febbraio non potete perdere il grandioso e trascinante spettacolo del tipico carnevale capoverdino, con musiche e balli.

Tra le Sottovento la piu' nota e' visitata e' sicuramente Fogo, grazie anche al vulcano attivo che la domina e che e' il simbolo stesso dell'isola. L'ultima sua eruzione risale al 1847, ma il vulcano tiene sempre all'erta geologi e vulcanologi. Vengono organizzate anche delle escursioni sul vulcano, e altrettanto affascinante e' il panorama dal Monte Velha.

La piu' africana di tutte le isole, essendo la prima isola dell'arcipelago ad essere scoperta, e' Santiago. E' la piu' densamente popolata e qui si trova la capitale del paese, Praia, con il tipico mercato di Sucupira, e Cidade Velha, il primo centro europeo costruito nei tropici. Belle le rovine di Se Catedral, del Convento di S. Francesco, della Fortaleza de S. Felipe e del Pelorinho, ma e' meglio inebriarsi nel Tarrafal, vero paradiso tropicale circondato da palme e oggi centro turistico in via di sviluppo. Anche Sao Francisco, a 16 chilometri dalla capitale, e' un inno al relax ed al riposo mentre a San Jorge si trova l'unico giardino botanico del paese.

Se volete gustare i veri sapori della vita capoverdina fate un salto nelle due isole piu' meridionali dell'arcipelago, a partire da Maio, che assomiglia a un "uovo stellato" ma e' ricca di spettacolari spiagge che ne fanno uno dei luoghi piu' tranquilli della terra. Nella baia di Calheita si possono vedere i pescatori che rientrano dalla pesca con i loro carichi di pesce di ogni genere. Infine ecco la piccolissima Brava, nota come l'isola dei fiori. Anche qui sono da visitare i piccoli centri di Faja d'Agua, zona verde per eccellenza, e di Furna, tipico e ospitale villaggio di pescatori, dove ci si puo' inebriare dai racconti dei vecchi del posto.

©vacanzemaldive.it

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