I misteri dell'Isola di Pasqua e l'avventura ai confini del mondo: vacanza in Cile
Dal nord con lo sconfinato paesaggio desertico, le spiagge solitarie, i dirupi, le dune e i vulcani, ai misteri dell'isola di Pasqua. Un viaggio in Cile, il paese più lungo del mondo, è ricco di panorami e spettacoli diversissimi uno dall'altro. Per una vacanza all'insegna dell'avventura ai confini del mondo.
Immaginate di percorrere un itinerario che vada dai ghiacci della Norvegia all'arido deserto del Sahara. Immaginate la varietà di ambienti e di paesaggi che potreste trovare. Ma per farlo dovreste attraversare non meno di una mezza dozzina di stati diversi. In realtà esiste un solo paese del mondo che permette di risparmiare questa fatica e di compiere un viaggio del genere, restando entro i suoi confini. E' il Cile che, con i suoi 4.329 chilometri, è il paese più lungo e stretto del mondo. E che contiene nel suo lunghissimo territorio i deserti del nord ed i ghiacci del sud, ed una varietà di habitat unica in tutto il mondo. Questa settimana visiteremo i luoghi più incantevoli di questo sterminato paese, con la chicca finale di una visita alla splendida Isola di Pasqua.
Le prime conquiste spagnole, per opera di Pedro de Valdivia, iniziarono nel 1535. Ma, a differenza di quanto avvenne in altri paesi sudamericani, gli spagnoli dovettero combattere per ben tre secoli contro gli Araucani, indigeni bellicosi e abituati a lottare contro un clima ostico e condizioni di vita dure, prima di conquistare il paese. Il Cile rimase spagnolo fino al 1818, quando i moti insurrezionali appoggiati dagli argentini, portarono alla presa di Lima. Nel secolo e mezzo che seguì l'indipendenza, il Cile mantenne un regime saldo, di ispirazione democratica. Ma negli anni '70 la situazione si capovolse quando il generale Pinochet prese il potere sovvertendo il regime socialista di Allende e instaurando una rigida dittatura. Solo nel 1989, con le elezioni vinte da Patricio Alwyn, il Cile ha cominciato a tornare alla vita democratica, trasformandosi rapidamente in uno dei paesi più avanzati del continente, con un'economia in forte sviluppo. La stabilità politica e istituzionale apre le porte a scambi commerciali, culturali e turistici sempre più intensi col resto del mondo.
Il nostro viaggio parte dal centro del paese, dove si trova, in una vallata a clima mediterraneo, la capitale, Santiago del Cile, grande metropoli di oltre 5 milioni di abitanti (un terzo del paese) fondata dal conquistadores spagnolo Pedro da Valdivia nel 1541. Santiago merita almeno un paio di giorni di visita, per la sua eleganza di stile europeo che lascia gradualmente il posto all'innovazione architettonica. Anche perché è una città efficiente e facile da girare grazie alla buona rete della metropolitana e vanta importanti musei e gallerie come il Museo Chileno de Arte Precolombino. Si può partire dall'antico centro che circonda la Plaza de Armas e da cui si snoda la sontuosa Alameda, il corso centrale che attraversa la città ed il più importante. Così come meritano la bella cattedrale neoclassica, il Palazzo de La Moneda - sede del governo - e il quartiere bohemienne di Bellavista, dalla vivace vita notturna.
Da Santiago si possono raggiungere, in non più di due ore, le stazioni balneari del Pacifico di Valparaiso (dove si trova la casa di Pablo Neruda, costruita personalmente dal poeta Premio Nobel, e piena di curiosità raccolte durante i viaggi e soggiorni all'estero) e Viña del Mar, mentre in un'ora si arriva ai famosi centri di sci di Valle Nevado. Verso sud, invece, si estende il territorio delle fattorie coloniali e degli huasos, coltivato a frutteti, orti e vigneti. Qui si aprono le grandi valli del vino con i vitigni più sani del mondo. Il Cile produce ottimi vini bianchi e rossi che esporta anche in Italia. Si può percorre la Ruta del Vino, una strada che attraversa i vigneti della Valle de Colchagua, come i famosi vigneti Cousino Macul creati nel 1856 ai piedi delle Ande, per visitare alcune cantine storiche dove oltre a gustare i vini, si assaggiano anche i piatti della cucina tradizionale.
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Ma per godere dei panorami più spettacolari bisogna dirigersi verso nord, dove si trova il Deserto di Atacama, uno dei territori più aridi della terra, capace di fiorire per un giorno all'anno quando piove. Il punto migliore per vedere il deserto è la strada che va da Antofagasta verso Calama, importante città mineraria, nei cui dintorni si trovano numerosi villaggi abbandonati, un tempo abitati dagli operai che estraevano il salnitro. Non lontano da Calama, si trova anche la miniera di rame a cielo aperto di Chuquicamata, la più grande del mondo, uno spettacolo davvero straordinario. Da qui, proseguendo, si attraversa la Pianura della Pazienza il cui nome è più che appropriato: il paesaggio resta infatti immutato per centinaia di chilometri. Siamo all'altezza del Tropico del Capricorno, in una fascia di latitudine caratterizzata da alte pressioni costanti che impediscono il formarsi di nubi e quindi di piogge, dove il sole fa mutare continuamente i colori dei paesaggi. La temperatura di giorno è alta tutto l'anno, mentre l'escursione termica notturna è molto forte.
Tappa obbligata di un viaggio nel nord del Cile è San Pedro de Atacama, che fu il centro più importante della cultura Atacamegna. Questa pittoresca cittadina vanta una bellissima chiesa del XVII secolo, tra le più antiche del Cile, e il Museo Archeologico Gustavo Le Paige, uno dei più prestigiosi del Sud America, con una ricca collezione di manufatti indio. Merita una visita anche la Fortezza di Quitor risalente al XIII secolo da cui si gode un incredibile panorama delle vallate circostanti. Ma il meglio lo offrono le escursioni dei dintorni, ricchi di paesaggi spettacolari, come quelli offerti dalla Valle della Luna, modellata da erosioni millenarie nel gesso colorato, nell'argilla e nel sale, e dalla Valle di Marte, conosciuta anche come Valle della Morte, con le sue caratteristiche formazioni rocciose e le rovine incaiche che seguono il corso del fiume San Pedro.
San Pedro è anche un ottimo punto di partenza per scoprire il folklore e la più antica storia cilena. Nei pressi della Cordigliera si trova il villaggio di Toconao, dalle tipiche architetture in pietra vulcanica, dove gli artigiani locali che scolpiscono svariati oggetti in pietra liparita, ma merita soprattutto il villaggio archeologico di Tullor, ricoperto dalle sabbie del deserto, famoso per le sue case circolari. Il villaggio, solo in parte recuperato dall'oblio delle sabbie, rappresenta un grosso mistero per gli studiosi poiché non sono state ritrovate tracce dei suoi abitanti, risalenti alla cultura Ayllus. Breve sosta per ammirare i fenicotteri rosa che abitano le lagune del Lago Craxa ed infine eccoci alla Salar de Atacama, le saline di Atacama, area caratterizzata da paesaggi di inusitata bellezza, che si estende oltre la città di San Pedro fino ad una distante catena di vulcani innevati tra cui spicca il Licancabur con i suoi 5.900 metri di altezza.
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Altra zona da non perdere è quella termale di El Tatio dove, da millenni, oltre cento geyser, situati a 4.300 metri di altezza, sprigionano i loro zampilli ogni giorno subito prima dell'alba. Il fenomeno è dovuto a ragioni termiche: dal terreno raffreddato dall'aria notturna sgorgano, con profondi brontolii, altissime colonne di vapore. Lo spettacolo finisce verso le dieci del mattino, per riprendere identico l'indomani. Un leggero trekking tra i suoi campi geo-termali, consente di ammirare lo spettacolo di incessanti fumarole, piccoli geyser e crateri di fango ribollente. Qui vicino si trova anche il bel villaggio di Caspana con le sue coltivazioni a terrazze, l'oasi di Chiu Chiu, che vanta una chiesa del 1675 nella cui architettura si riscontrano elementi della cultura indigena atacamena, e la zona archeologica della Valle di Lasana, che offre alcuni interessanti esempi di arte rupestre preispanica.
Ritorniamo nella capitale, Santiago, da cui il nostro viaggio prosegue per ammirare una delle autentiche meraviglie del territorio cileno. E' la celebre Isola di Pasqua nell'Oceano Pacifico, nel dialetto locale Rapa Nui. Si trova a quasi 4.000 chilometri dalle coste cilene ed è uno dei luoghi più affascinanti e famosi del mondo in materia di misteri. Fu scoperta nel 1686, ma solo nel giorno di Pasqua del 1722 l'ammiraglio olandese Jacob Roggeveen ebbe il coraggio di sfidare i bellicosi indigeni con un'esplorazione vera e propria. La popolazione del luogo considerava l'isola te pito te henua (l'ombelico del mondo) in quanto ritenevano di essere tutto ciò che restava al mondo in termini di sopravvissuti e di terre emerse dopo il diluvio universale.
Oggi, nei suoi 162 chilometri quadrati, meno dell'isola d'Elba, l'isola conta una popolazione di appena 2000 persone, la maggiorparte residenti nell'unico villaggio abitato, Hanga Roa. Solitaria e affascinante, è costellata di "moai", enormi statue in pietra ricavate dal cono di un vulcano la cui origine e storia sono tuttora un avvincente enigma archeologico. Ne sono rimaste circa 600 in prossimità della costa per la maggior parte raffiguranti teste umane dalle lunghe orecchie, tutte con le spalle al mare. Le sculture hanno una dimensione variabile e un'altezza da 90 centimetri fino ad 11 metri. Le più grandi, alte 20 metri, sono rimaste incompiute e giacciono nelle cave del vulcano Rano Kao, tuttora circondate dagli utensili necessari alla loro realizzazione.
Ma non è questo l'unico mistero di Rapa Nui. Infatti, non è ancora del tutto chiaro come abbiano fatto a raggiungerla i primi coloni provenienti dalla Polinesia, distante 4.000 chilometri. Per dimostrare che era possibile invece una colonizzazione dal Sudamerica, l'esploratore norvegese Thor Heyerdahl costruì, nel 1947, una zattera di sette tronchi di balsa, il celebre Kon Tiki, e con quella attraversò l'oceano Pacifico in 101 giorni di navigazione approdando nell'atollo di Raroia, nelle isole Tuamotu.
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Molti i siti da visitare nell'isola, a partire da Aku Akivi che ospita sette giganteschi "moai" che fronteggiano il mare, sino al complesso monumentale di Ahu Tongariki, ormai in rovina, e a Puna Pau, la cava dove si estraevano le pietre per i pukao, i cappelli rossi dei moai. Ci sono poi il tempio di Ahu Vinapu e il villaggio cerimoniale di Orongo, sulla sommità del vulcano Rano Kao, il cui cratere è oggi un lago coperto di erbe palustri (totora). Ad Ahu Tahai c'è un altro sito archeologico dove si trovano oltre 300 ahu, le basi su cui venivano eretti i moai, alcune sormontate da statue.
Una delle mete più frequentate è il suggestivo vulcano Rano Raraku, simbolo dell'isola, dalle cui pendici sono state ricavate un gran numero di statue. Ma altrettanto significativi sono Ahu Akahanga, dove si crede sia sepolto il primo re dell'isola, Ahu Te Pito Te Kura, dove si trova la roccia magica considerata l'ombelico del mondo, e la spiaggia di Anakena, dove approdò il leggendario fondatore dell'isola, Hota Matua. Altri moai molto spettacolari si possono vedere nel versante sud di Ahu Vaihu e di Ana Kai Tangata. Noleggiando un piccolo fuoristrada si può effettuare un entusiasmante ed inusuale escursione alla grotta delle vergini, spettacolare anfratto a strapiombo sul mare che compare anche nel più famoso film sulle leggende dell'Isola di Pasqua, "Rapa Nui" del 1993 prodotto da Kevin Costner. Infine per tentare di decifrare l'enigma dell'isola c'è il Museo Antropologico Sebastian Englert, dal nome dello studioso tedesco che qui trascorse molti anni, di Hanga Roa.
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