Perù: i tesori degli Inca
Viaggio vacanza in uno dei più affascinati e misteriosi paesi dell'America Latina. Dalle rovine degli antichi Inca a Cuzco agli straordinari disegni giganti di Nazcá? Attraverso la caotica metropoli di Lima e le bellezze della foresta amazzonica.
Paesaggi maestosi, esplosioni di colori, popoli gentili e cordiali. Il tutto immersi tra le misteriose rovine delle civiltà precolombiane. Questa settimana il nostro viaggio tocca uno dei più belli e visitati paesi dell'America Latina, il Perù. Ma anche un paese vastissimo, la cui superficie è pari a quasi il quadruplo di quella dell'Italia. La varietà del suo territorio, che va dalle zone costiere alla catena montagnosa delle Ande sino alla giungla amazzonica, è in grado di lasciare mille indimenticabili emozioni.
Il nostro itinerario parte da Lima, l'antica capitale del Sudamerica spagnolo ed oggi capitale peruviana. In origine Lima era solo un piccolo villaggio di pescatori nella valle del Rimac, abitata principalmente dalle tribù dei Collas, dagli Huanchos e dagli Huallas e quindi dagli Inca, che però mantennero le tradizioni dei popoli originari. Dopo l'arrivo degli Spagnoli raggiunse il suo massimo splendore nel XVII-XVIII secolo, sotto le dinastie degli Asturia e dei Borboni. Data storica per la città e per l'intero paese è il 28 luglio 1821 quando il generale José di San Martin proclama a Lima l'indipendenza del Perù.
Oggi Lima è una caotica metropoli da 7 milioni di abitanti, con i tipici contrasti di tutte le grandi città dell'America Latina. Herman Melville definì una volta Lima "la città più triste della terra". Altri viaggiatori nel
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corso degli anni si sono dichiarati d'accordo con lui, e talvolta i suoi abitanti sono stati addirittura più severi. Nonostante questo la capitale peruviana è in grado di riservare molte piacevoli sorprese. Vanta, infatti, vari e begli esempi della migliore architettura in stile coloniale di tutto il continente ed i musei più interessanti della nazione.
Il centro storico, con la Piazza d'Armi, la Cattedrale di Nostra Signora Assunta ed il Palazzo del Governo (chiamato anche Casa di Pizarro) è molto gradevole, con palazzi e chiese del periodo coloniale restaurati; la zona di Miraflores è modernissima, con grattacieli, parchi, pub, ristoranti e negozi eleganti; i quartieri popolari sono abbastanza deprimenti, spesso le case sono delle catapecchie. A Lima ci sono circa una cinquantina di musei, alcuni dei quali valgono davvero la pena di una visita, come il Museo Nacional de Archeologia y Antropologia, dedicato alle culture ed alle civiltà peruviane, e il Museo de l'Oro, con la collezione del politico e filantropo peruviano Miguel Mujica Gallo, costituita da migliaia d'antichi oggetti in oro.
Lima, che in estate viene avvolta da una cappa di umidità quasi impenentrabile, più spesso rappresenta per il turista solo il punto di partenza per visitare le bellezze e i tesori del Perù. Tra questi sicuramente una delle città più belle ed una delle mete più ambite dai turisti è Cuzco, l'antica capitale dell'Impero Incaico, situata a mezz'ora di aereo dalla capitale, a 3.400 metri d'altitudine nelle montagne andine. Secondo la leggenda Cuzco fu fondata da Manco Capac e dalla sorella-consorte inviatagli da Inti, il dio sole. Fu qui che vide la luce la misteriosa dinastia Inca e da qui l'impero cominciò a espandersi sotto il regno dell'Inca Pachacutec Yupanqui, che impose l'uso della lingua quechúa e trasformò Cuzco in una capitale sfavillante, grande come le città europee più importanti dell'epoca.
Ma il suo ruolo di grandioso centro urbano durò solo una settantina d'anni, ossia fino all'arrivo degli spagnoli. Oggi la valle di Cuzco, attraversata dal Rio Urubamba, offre al visitatore l'eccezionale spettacolo dei terrazzamenti in pietra che discendono lungo i versanti della Sierra. Nella città meritano una visita soprattutto la Plaza des Armes con la Cattedrale, il Tempio di Coricancha, famoso luogo di culto degli Inca, e la "Pietra dei dodici angoli".
Da Cuzco si prosegue per Machu Picchu (Cima Vecchia), uno dei luoghi più incantevoli di questo paese, dove si trovano le rovine della "capitale archeologica del Sud America", come la celebre "Porta del Sole" che offre scorsi stupendi. Ma è dal Tempio della Luna, da cui si può arrivare sino alla sommità del Wayna Picchu, che si può meglio ammirare questo luogo in tutta la sia maestosità e ammirare il panorama della "città perduta" degli Inca. Quando scoprì Machu Picchu, nel luglio del 1911, Hiram Bingham stava in realtà cercando le rovine di Vilcabamba, la misteriosa roccaforte degli ultimi Inca.
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Certo di avere trovato l'ultimo rifugio degli Inca, ipotizzò anche di avere scoperto Tampu Tocco, la mitica città natale dei fratelli Ayar, padri fondatori degli Inca. L'errore di Bingham è comprensibile: chi poteva immaginare che nelle foreste a nord di Cuzco ci fossero ben due città perdute? Oggi è chiaro che le rovine trovate da Bingham non sono quelle di Vilcabamba; ma la scoperta pone un ennesimo enigma, forse più complesso di quanto egli stesso potesse immaginare: se Machu Picchu non era Vilcabamba, allora cos'era?
Sempre nella regione delle Ande, all'ombra del vulcano innevato di Misti, si trova l'elegante città coloniale di Arequipa. Lontano da Lima, isolata in una fertile valle chiusa fra il deserto e le montagne, sotto un cielo azzurro turchese, Arequipa era un tempo una stazione di transito fondamentale per il traffico commerciale che legava le ricche miniere d'argento boliviane alla costa peruviana. La città, costruita con la pietra candida proveniente dal Misti, uno dei tre vulcani che si trovano nei dintorni, è soprannominata "Città del Bianco". E’ la seconda area urbana del Perù in ordine di estensione e uno dei centri più ricchi della nazione. Oggi Arequipa è diventata una splendida città, nonché la capitale intellettuale del Perù.
Da Cuzco e Arequipa partono diversi voli, ma molti turisti preferiscono prendere il "Ferrocarril del Sur" per Puno, a 3.827 metri di altitudine. La città sta sulle rive del lago Titicaca, il lago navigabile più alto del mondo, ancora oggi abitato da comunità di indios, che solcano ancora le sue acque a bordo di caratteristiche imbarcazioni di canne intrecciate. Questo specchio d'acqua, il più sacro dell'impero Inca, che oggi fa da confine naturale fra Perú e Bolivia, copre un'area superiore a 8.000 chilometri quadrati e conta più di trenta isole.
Le isole più famose del lago Titicaca sono le Uros, le isole di canna galleggianti che prendono il nome dagli indios che vi abitano. Secondo la leggenda, nelle vene degli Uros scorreva del sangue nero, che permetteva loro di sopravvivere alle rigide temperature notturne del lago e impediva che annegassero. Un'altra meta turistica è l'isola di Taquile, patria di abilissimi tessitori.
Oggi il turismo internazionale sta scoprendo anche l'area che occupa più della metà del territorio del Perù: il bacino amazzonico. Si trova nella parte settentrionale del Perù e non viene spesso raggiunta dai turisti anche perché è abbastanza fuori mano, rispetto alle mete consuete del Titicaca e di Cusco. La città di Iquitos funge generalmente da base per tutte le visite della zona.
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Tra i luoghi da visitare meritano un cenno anche le rilassanti città della sua costa, come Trujillo, che conserva i resti delle civiltà Chimu e Moche. Nell'estate australe Trujillo è una località balneare, che attira numerosi peruviani in vacanza ed è facilmente raggiungibile da Lima con i pullman di linea, che costeggiando la strada litoranea attraversano il monotono deserto costiero. Lo spirito di Trujillo si rivela ogni anno nel corso della coloratissima Sagra dell'Estate, durante la quale donne scalze, con gonne e camicette di pizzo bianco e i lobi ornati di filigrane d'oro, volteggiano e s'inchinano per la strada danzando la Marinera.
Nella zona montana a nord di Lima si estende la regione di Huaráz, circondata dai panorami di montagna più belli del Perú, Attraversando i bellissimi paesaggi della Cordillera Blanca e della Cordillera Nigra, si arriva nel capoluogo Huaráz, una piccola cittadina che offre diverse possibilità di trekking, passeggiate o escursioni. Qui vicino si trova anche il Parco Nazionale di Huascaran che vanta una superficie di 3.400 chilometri quadrati. Nel sud, Puerto Maldonado (raggiungibile in aereo da Cuzco) rappresenta invece la porta di accesso al Parco Nazionale di Manu, che probabilmente è l'area forestale aperta al turismo più incontaminata di tutto il Sudamerica.
A sud di Lima, l'autostrada panamericana corre lungo la costa desertica fino alla città di Nazcá, le cui pianure sono famose per le gigantesche figure tracciate da una misteriosa civiltà preinca, visibili solo da un aereo. Fino a sessant’anni fa Nazcà era un semplice villaggio peruviano come tanti altri e la sua unica particolarità consisteva nel fatto che per raggiungerlo bisognava attraversare uno dei deserti più aridi del mondo. Ma è proprio questo deserto - la cui superficie venne utilizzata da antiche popolazioni come una lavagna su cui tracciare giganteschi disegni - che oggi attira migliaia di turisti in una sperduta e assolata cittadina coloniale di 25.000 abitanti, e che ha fatto della pianura che si estende a nord della città uno dei più grandi misteri del nostro tempo. Le linee di Nazcá rappresentano una serie di animali, figure geometriche e uccelli le cui dimensioni raggiungono i 300 metri. I disegni sono stati tracciati raschiando la superficie arida del deserto e sono rimasti intatti per circa 2000 anni grazie alla scarsità di piogge nella zona e all'azione del vento che ha, per così dire, "spazzato" la pampa senza rimuovere gli strati superficiali del suolo.
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