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Senegal e Dakar: Africa da sogno


Viaggio in uno dei più affascinati paesi del Corno d'Africa. Dalla moderna Dakar alla coloniale Saint-Louis, attraverso le meraviglie naturali dei suoi parchi e delle riserve, sino alle splendide spiagge della Petite Côte e della Casamance, veri paradisi tropicali.



Un'isola felice nel corno d'Africa. Una nazione giovane che ha saputo ritagliarsi un proprio spazio personale, sviluppando prima di altre la propria vocazione turistica. Situato sull'Oceano Atlantico, il Senegal è certamente uno dei paesi africani meglio attrezzati per soggiorni balneari sulle sue bellissime spiagge, l'ultimo paradiso per vacanze da sogno bagnate da un mare che è l'ideale per gli amanti della pesca d'altura. Dalla Petite Côte alla splendida Casamance, la regione più bella del paese, che l'hanno fatta nominare come la "California d'Africa". E' anche, grazie all'ottima rete stradale, il paese delle grandi avventure in fuoristrada. Non per nulla la sua capitale, Dakar, è stata per decenni punto d'arrivo del più famoso e massacrante rally del mondo, la Parigi-Dakar appunto.

Il Senegal si trova sulla punta più occidentale ed estrema dell'Africa, al confine fra il deserto e la foresta tropicale. Si estende su una superficie di 196 mila chilometri quadrati - esclusa l'enclave del Gambia, il piccolo paese dalla forma allungata inglobato all'interno del Senegal, lungo l'omonimo fiume - ed ha una popolazione di circa 10 milioni di abitanti. E' una terra unica in cui il mare, la savana, le maestose foreste e le spiagge di sabbia bianca si intrecciano senza fine. Grazie ad una rigorosa politica di salvaguardia della natura, poi, il Senegal ha saputo conservare nei suoi parchi nazionali ogni tipo di fauna ed è persino riuscito a sviluppare alcune specie africane in via d'estinzione.

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Le notizie sulla storia del paese prima dell'arrivo degli europei sono scarse. Le prime tracce di insediamento rinvenute nella regione risalgono all'epoca paleolitica e neolitica. Le prime relazioni con l'Europa furono stabilite dai portoghesi, che raggiunsero la foce del fiume Senegal e Capo Verde nel 1444-45, basate fin dall'inizio sullo scambio di oggetti in metallo e stoffe, in cambio di avorio, oro e gomma. Poco dopo il 1600 ai portoghesi si sostituirono gli olandesi e i francesi finché, nel 1700, questi ultimi assunsero il completo controllo dei commerci lungo la costa e estesero, in seguito, la loro influenza anche nell'entroterra.

Nel 1895, il Senegal divenne ufficialmente una colonia francese, amministrata da Saint-Louis e basata economicamente sulla coltivazione delle arachidi destinate all'esportazione. Nel 1902 la sede centrale del governo venne trasferita a Dakar (fondata nel 1857) che due anni dopo divenne la capitale dell'Africa occidentale francese. Nel 1958 il Senegal ottenne l'autogoverno nell'ambito della Comunità francese e, nel giugno 1960, divenne indipendente come parte della Federazione del Mali, che lo univa al Sudan francese (l'odierno Mali); il 20 agosto dello stesso anno, dopo aver abbandonato la federazione, il Senegal si proclamò repubblica autonoma e Senghor ne divenne il primo presidente. Nel 1982 il paese si unì con il Gambia nella confederazione del Senegambia, sciolta nel 1989. Oggi il Senegal, nonostante, qualche sporadico conflitto con la Mauritania e con l'etnia Diola della Casamance che reclama l'indipendenza, è uno dei paesi relativamente più tranquilli del continente.

A parte il caso della Casamance, in Senegal non ci sono mai state guerre tribali come purtroppo in altri parti dell'Africa, e vi convivono in armonia diverse etnie di cui la principale sono i Wolof, che sono circa 42% degli abitanti. I senegalesi, inoltre, sono famosi in tutta l'Africa per la loro eleganza. Ammirare lo spettacolo che quotidianamente si svolge per strade è un'attività di cui non ci si stanca mai. Uomini e donne portano il "grande boubou", un vestito lungo fatto di cotone con colori vivaci o di tessuto damascato e ricamato. Una donna elegante non esce mai senza i suoi numerosi gioielli che brillano con una luminosità inconsueta sulla pelle nera.

La capitale politica ed economica è Dakar, situata sulla penisola di Capo Verde, una delle città più grandi e moderne dell'intera Africa. E' una città vibrante e ricca di vita, dove convivono grattacieli futuristici e storiche case coloniche, con deliziosi mercati all'aperto e una vita notturna degna delle metropoli occidentali. Il lato migliore di Dakar si scopre soprattutto facendo una passeggiata sul suo splendido lungomare sull'Oceano Atlantico. A Dakar, sede dei più importanti musei tra cui il Museo delle Arti Popolari (aperto tutti i giorni tranne il lunedì e il martedì) che raccoglie alcune collezioni di notevole pregio riguardanti le varie popolazioni dell'Africa litoranea occidentale, si trova l'unica università del paese, dotata di un famoso istituto di ricerca per gli studi sull'Africa Nera. Da non perdere anche una visita alle moschee (la Grande Moschea e la Piccola Moschea) e alla Cattedrale.

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Solo 4 chilometri al largo di Dakar, raggiungibile in venti minuti di battello, si trova l'idilliaca isola di Gorea, vero paradiso terrestre ed uno dei luoghi più attraenti del paese. Caratterizzata da un'architettura perfettamente omogenea, se non fosse per le decine di bambini neri che giocano nelle strade e per le buganvillee che crescono un po' dappertutto, potrebbe sembrare facilmente un villaggio della Provenza. Scoperta nel 1444 da marinai portoghesi, l'isola fu chiamata "Palma", sino a quando la marina olandese se ne impadronì nel 1588 e la ribattezzò "Goede Reede" (buona rada). Sino al 1848, fu poi punto di partenza per le navi cariche di schiavi dirette verso il nuovo mondo. Nella città di Gorea, dalle caratteristiche case settecentesche color rosa, si possono visitare il Museo Storico e quello Marittimo, il forte d'Estrées, il Castello, la Moschea, l'antico forte Nassau e la Casa degli Schiavi del 1876, bellezze architettoniche considerate patrimonio dell'umanità.

Appena un'ora e mezzo a sud di Dakar c'è la Petite Côte, che vanta tra le più belle spiagge della costa. La località più bella è Saly, vero paradiso di fiori esotici, circondati dai baobab e fragranti eucalipti. Da qui si può partire per provare l'emozione della pesca d'altura in uno dei mari più ricchi del mondo, dove si trovano marlin blu, barracuda e pesci spada. Qui vicino si può visitare anche un'altra delle meraviglie del Senegal, il Lago Rosa detto anche Retba. Vero spettacolo naturale, è un lago poco profondo, dall'elevata salinità e dallo stupefacente colore roseo. Ancora più a sud, verso il confine con la Gambia, c'è lo spettacolare delta del Saloum, dove si trova il Parco Siné Saloum, una riserva acquatica considerata una delle più belle regioni del paese, ricca di canali e isolette ricoperte di mangrovie.

Ci spostiamo nell'estremo nord del paese, a 270 chilometri da Dakar, sulla costa e quasi al confine con la Mauritania, dove si trova Saint-Louis, la prima base coloniale francese ed oggi terza città del paese e secondo porto marittimo. Fu fondata da coloni francesi nel 1638 e battezzata in omaggio al re di Francia Luigi XIII, nel 1659. Lo sviluppo di Saint-Louis nel XIX secolo fu legato alla personalità del generale Faidherbe che lanciò una campagna di grandi lavori pubblici. A lui si deve il celebre Ponte di Servatius, lungo 506 metri, che collega l'isola ai quartieri di pescatori di Guet-Ndar e Ndar-Toute. Il progetto, di Gustave Eiffel, inizialmente prevedeva che il ponte fosse destinato ad attraversare addirittura il Danubio. Da molti decenni Saint-Louis sembra vivere sull'antico splendore, tra i suoi meravigliosi edifici dell'epoca coloniale come la Cattedrale, costruita nel 1828, e l'Hotel delle Poste, il più antico della città.

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Saint-Louis è anche il punto di partenza per i grandi parchi del Senegal. A dieci chilometri si trova la Riserva di Guembeul, il principale centro di allevamento di fauna selvaggia del Senegal, mentre 25 chilometri a sud c'è il Parco Nazionale della Langue de Barbarie, riserva ornitologica dove si possono incontrare, oltre ad uccelli come il fenicottero rosa e il pellicano, anche tartarughe di mare. Imperdibile è il Parco Nazionale di Djoudj, la terza riserva ornitologica del mondo e la maggiore dell'Africa per quanto riguarda l'osservazione degli uccelli acquatici. Più di un milione di uccelli di 180 specie transitano qui per cinque-sei mesi l'anno (ibis, pellicani, marabù, spatore bianche e rosa, 14 specie di aironi e 16 specie di oche e di anatre, 40 specie di trampolieri e molti altri esemplari). Infine un'altra meraviglia naturale: il Parco di Niokolo-Koba, aperto da dicembre a giugno, copre una superficie di 900 mila ettari e vi si trovano antilopi, bufali, scimmie, leoni, elefanti, ippopotami, iene, pantere.

La più bella regione del Senegal è invece più a sud, incastrata tra il Gambia e la Guinea Bissau. E' la meravigliosa Casamance, segnata dal fiume omonimo, lungo più di 300 chilometri, e abitata dall'etnia dei Diola. Dotata di una rete idrografica consistente, fatta di paludi, ruscelli e affluenti, è la regione agricola più ricca del paese. Le città principali sono Ziguinchor, fondata nel 1645 dal portoghese Gonçalo Gamboa Ayala come città deposito per la tratta degli schiavi, e Sedhiou, fondata dai francesi nel 1838. Ma il posto più bello è Cap Skirring, nella bassa Casamance e a 70 chilometri da Ziguinchor, nato come villaggio di pescatori ed oggi diventato la località balneare più di moda del Senegal, con splendide spiagge di sabbia bianca attorniate da palmeti e persino un campo da golf sulla spiaggia.

©vacanzemaldive.it

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